Ebook: Eva Reguzzoni – Fotogrammi, piccole impressioni del fare

Catalogo ebook (Collana I Quaderni di Arteam) della

RESIDENZA E WORKSHOP DI EVA REGUZZONI – Anno 2018
a cura di Livia Savorelli per Associazione Culturale Arteam

Antico Giardino Laboratori di prossimità
presso Ostello “Le Stuoie”, Albissola Marina (SV)

Tutor: Giacomo Lusso e Carlo Sipsz
Operatrice: Claudia Calabria

Evento di presentazione: 31 maggio 2019

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Nell’autunno 2018, ad Albissola Marina, a seguito della collaborazione tra l’Associazione Culturale Arteam e l’Antico Giardino Laboratori di Prossimità, progetto della Fondazione Diocesana Comunità Servizi, situato presso l’Ostello “Le Stuoie” di Albissola Marina (SV), è stata attivata la prima residenza volta a portare artisti di livello nazionale e di altre regioni di Italia, a confrontarsi con la tradizione ceramica della cittadina ligure, sviluppando sia una progettualità finalizzata a nuove sperimentazioni – grazie al costante supporto di due artisti ceramisti, aventi la funzione di tutor, Giacomo Lusso e Carlo Sipsz – sia un laboratorio creativo di inclusione sociale volto agli ospiti della Casa Famiglia “Casa Benedetta Rossello”, sita nello stesso complesso in cui si sviluppano l’Ostello e i Laboratori di prossimità, realizzato con la collaborazione dell’operatrice Claudia Calabria.

L’artista invitata per questa prima edizione è stata Eva Reguzzoni (nata a Gallarate nel 1965, vive e lavora a Borgo Ticino, in provincia di Novara | www.evareguzzoni.it). L’artista – la cui ricerca si caratterizza per un linguaggio introspettivo, sviscerato da una gestualità che alterna disegno, ricamo e ceramica, e spesso trova nell’installazione la sua modalità prediletta – ha sviluppato un progetto volto a canalizzare le proprie emozioni e suggestioni, imprimendole sull’argilla cruda e fragile, e indagando gli inaspettati effetti di queste impressioni a seguito del calore sprigionato dalla cottura. Piccole instabilità emozionali, che, come ci spiega la Reguzzoni, «innescano repentini turbamenti che rendono le percezioni sensoriali precarie, in un divenire di disequilibri interiori».

Durante i giorni di residenza, l’artista ha accorpato e smembrato pezzi di lastre, selezionato sagome, disposto fili e garze, miscelato ossidi e terre, strappato fogli di giornali, trasferito immagini con lo scopo primario di riuscire a cogliere e trasferire sui lembi di argilla stesa emozioni e stati d’animo, suggestioni percepite e altre nate dalla casualità dell’interazione degli elementi e del processo nel suo compiersi. Al termine del processo, le ceramiche della Reguzzoni risultano quindi composte da due elementi: una matrice con rilievi in negativo e una superficie liscia finale con impressa l’impronta del disegno, trasferito per mezzo dell’ingobbio. In tutte queste fasi, l’artista ha goduto del supporto dei tutor Lusso e Sipsz.

La stessa immersività, ricercata dall’artista nella nuova produzione made in Albissola, è stata il filo conduttore del laboratorio realizzato con i ragazzi della Casa Famiglia, coadiuvati dall’operatrice Claudia Calabria, dal titolo Fotogrammi piccole impressioni del fare.
Il Laboratorio di prossimità, nei presupposti alla base del workshop, crea una comfort zone dove ognuno possa essere se stesso ed esprimere liberamente le proprie emozioni, attraverso la manualità e la creatività.

A workshop terminato e dopo aver avuto modo di toccare con mano le opere originate dal laboratorio, è stato chiesto un feedback ai ragazzi (Karim, Fabio, Monica, Gianna e Cisse), raccolto dall’operatrice Calabria: «Quattro delle cinque persone che hanno partecipato non avevano mai utilizzato l’argilla ma per tutti l’aspetto manuale è stata una parte piacevole ed interessante, creando curiosità verso altre tecniche di lavorazione della ceramica.
I percorsi di vita e la provenienza dei partecipanti sono molto diversi ma tutti segnati da esperienze di forte sofferenza, il fatto di poter esprimere liberamente il proprio pensiero e mondo interiore senza avere una guida, un tema di riferimento, un orientamento, ha in parte destabilizzato. Tutti però, alla fine, sono riusciti a produrre dei lavori con caratteristiche personali e riconoscibili e hanno vissuto il laboratorio con entusiasmo, impegno e partecipazione.
Personalmente è stato interessante e stimolante andare dietro alle proprie immagini interiori, trasportarle sull’argilla e provare ad accogliere ciò che ne veniva fuori.
Molto positiva è stata la collaborazione e la partecipazione del gruppo, la disponibilità e la cura di Eva e Giacomo.
Una bella esperienza per i partecipanti e anche per l’artista, che ha stimolato nuove attitudini, che attraverso la pratica ha permesso condivisione e conoscenza, che ha alleggerito per un tratto percorsi di vita faticosi con la bellezza, la fantasia, la speranza».

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