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	<title>Connexxion &#8211; Arteam</title>
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		<title>RESIDENZA E WORKSHOP DI EVA REGUZZONI – Anno 2018</title>
		<link>https://www.arteam.eu/eventi-mostre/residenza-e-workshop-di-eva-reguzzoni-anno-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[elena borneto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 May 2019 12:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[RESIDENZA E WORKSHOP DI EVA REGUZZONI – Anno 2018 a cura di Livia Savorelli per Associazione Culturale Arteam Antico Giardino Laboratori di prossimità presso Ostello “Le Stuoie”, Albissola Marina (SV) Tutor: Giacomo Lusso e Carlo Sipsz Operatrice: Claudia Calabria Nell&#8217;autunno 2018, ad Albissola Marina, a seguito della collaborazione tra l&#8217;Associazione Culturale Arteam e l&#8217;Antico Giardino [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>RESIDENZA E WORKSHOP DI EVA REGUZZONI – Anno 2018</strong><br />
<strong>a cura di Livia Savorelli per Associazione Culturale Arteam</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Antico Giardino Laboratori di prossimità presso Ostello “Le Stuoie”, Albissola Marina (SV)</strong><br />
<strong>Tutor: Giacomo Lusso e Carlo Sipsz</strong><br />
<strong>Operatrice: Claudia Calabria</strong></p>
<p>Nell&#8217;autunno 2018, ad Albissola Marina, a seguito della collaborazione tra l&#8217;<strong>Associazione Culturale Arteam</strong> e l&#8217;<strong>Antico Giardino Laboratori di Prossimità</strong>, progetto della Fondazione Diocesana Comunità Servizi, situato presso l&#8217;Ostello “Le Stuoie” di Albissola Marina (SV), è stata attivata la prima residenza volta a portare artisti di livello nazionale e di altre regioni di Italia, a confrontarsi con la tradizione ceramica della cittadina ligure, sviluppando sia una progettualità finalizzata a nuove sperimentazioni – grazie al costante supporto di due artisti ceramisti, aventi la funzione di tutor, <strong>Giacomo Lusso</strong> e <strong>Carlo Sipsz</strong> – sia un laboratorio creativo di inclusione sociale volto agli ospiti della Casa Famiglia “Casa Benedetta Rossello”, sita nello stesso complesso in cui si sviluppano l&#8217;Ostello e i Laboratori di prossimità, realizzato con la collaborazione dell&#8217;operatrice Claudia Calabria.</p>
<p><a href="https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/invito_reguzzoni.jpg?ssl=1"><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-3570" src="https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/invito_reguzzoni.jpg?resize=720%2C480&#038;ssl=1" alt="" width="720" height="480" srcset="https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/invito_reguzzoni.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/invito_reguzzoni.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/invito_reguzzoni.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/invito_reguzzoni.jpg?resize=272%2C182&amp;ssl=1 272w, https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/invito_reguzzoni.jpg?resize=600%2C400&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p>L&#8217;artista invitata per questa prima edizione è stata <strong>Eva Reguzzoni</strong> (nata a Gallarate nel 1965, vive e lavora a Borgo Ticino, in provincia di Novara | <a href="https://www.evareguzzoni.it" target="_blank" rel="noopener">www.evareguzzoni.it</a>). L&#8217;artista – la cui ricerca si caratterizza per un linguaggio introspettivo, sviscerato da una gestualità che alterna disegno, ricamo e ceramica, e spesso trova nell&#8217;installazione la sua modalità prediletta – ha sviluppato un progetto volto a canalizzare le proprie emozioni e suggestioni, imprimendole sull&#8217;argilla cruda e fragile, e indagando gli inaspettati effetti di queste impressioni a seguito del calore sprigionato dalla cottura. Piccole instabilità emozionali, che, come ci spiega la Reguzzoni, «innescano repentini turbamenti che rendono le percezioni sensoriali precarie, in un divenire di disequilibri interiori».<br />
Durante i <strong>giorni di residenza</strong>, l&#8217;artista ha accorpato e smembrato pezzi di lastre, selezionato sagome, disposto fili e garze, miscelato ossidi e terre, strappato fogli di giornali, trasferito immagini con lo scopo primario di riuscire a cogliere e trasferire sui lembi di argilla stesa emozioni e stati d&#8217;animo, suggestioni percepite e altre nate dalla casualità dell&#8217;interazione degli elementi e del processo nel suo compiersi. Al termine del processo, le ceramiche della Reguzzoni risultano quindi composte da due elementi: una matrice con rilievi in negativo e una superficie liscia finale con impressa l’impronta del disegno, trasferito per mezzo dell’ingobbio. In tutte queste fasi, l&#8217;artista ha goduto del supporto dei tutor Lusso e Sipsz.</p>
<div id="attachment_3572" style="width: 910px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/4-fotogrammi-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-manganese-anno-2018.jpg?ssl=1"><img aria-describedby="caption-attachment-3572" loading="lazy" class="size-full wp-image-3572" src="https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/4-fotogrammi-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-manganese-anno-2018.jpg?resize=720%2C960&#038;ssl=1" alt="" width="720" height="960" srcset="https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/4-fotogrammi-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-manganese-anno-2018.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/4-fotogrammi-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-manganese-anno-2018.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/4-fotogrammi-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-manganese-anno-2018.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i2.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/4-fotogrammi-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-manganese-anno-2018.jpg?resize=600%2C800&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" data-recalc-dims="1" /></a><p id="caption-attachment-3572" class="wp-caption-text">Eva Reguzzoni, Fotogrammi, 2018, terraglia bianca impressa e ingobbiata con manganese</p></div>
<p>La stessa immersività, ricercata dall&#8217;artista nella nuova produzione <em>made in</em> Albissola, è stata il filo conduttore del <strong>laboratorio realizzato con i ragazzi della Casa Famiglia, coadiuvati dall&#8217;operatrice Claudia Calabria</strong>. Il Laboratorio di prossimità, nei presupposti alla base del workshop, crea una <em>comfort zone</em> dove ognuno possa essere se stesso ed esprimere liberamente le proprie emozioni, attraverso la manualità e la creatività.</p>
<p>A workshop terminato e dopo aver avuto modo di toccare con mano le opere originate dal laboratorio, è stato chiesto un <em>feedback</em> ai ragazzi (Karim, Fabio, Monica, Gianna e Cisse), raccolto dall&#8217;operatrice Calabria: «Quattro delle cinque persone che hanno partecipato non avevano mai utilizzato l’argilla ma per tutti l’aspetto manuale è stata una parte piacevole ed interessante, creando curiosità verso altre tecniche di lavorazione della ceramica.<br />
I percorsi di vita e la provenienza dei partecipanti sono molto diversi ma tutti segnati da esperienze di forte sofferenza, il fatto di poter esprimere liberamente il proprio pensiero e mondo interiore senza avere una guida, un tema di riferimento, un orientamento, ha in parte destabilizzato. Tutti però, alla fine, sono riusciti a produrre dei lavori con caratteristiche personali e riconoscibili e hanno vissuto il laboratorio con entusiasmo, impegno e partecipazione.<br />
Personalmente è stato interessante e stimolante andare dietro alle proprie immagini interiori, trasportarle sull’argilla e provare ad accogliere ciò che ne veniva fuori.<br />
Molto positiva è stata la collaborazione e la partecipazione del gruppo, la disponibilità e la cura di Eva e Giacomo.<br />
Una bella esperienza per i partecipanti e anche per l’artista, che ha stimolato nuove attitudini, che attraverso la pratica ha permesso condivisione e conoscenza, che ha alleggerito per un tratto percorsi di vita faticosi con la bellezza, la fantasia, la speranza».</p>
<div id="attachment_3573" style="width: 910px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/episodi-fittili-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-ossidi-di-rame-anno-2018-2jpg.jpg?ssl=1"><img aria-describedby="caption-attachment-3573" loading="lazy" class="size-full wp-image-3573" src="https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/episodi-fittili-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-ossidi-di-rame-anno-2018-2jpg.jpg?resize=720%2C960&#038;ssl=1" alt="" width="720" height="960" srcset="https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/episodi-fittili-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-ossidi-di-rame-anno-2018-2jpg.jpg?w=900&amp;ssl=1 900w, https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/episodi-fittili-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-ossidi-di-rame-anno-2018-2jpg.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/episodi-fittili-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-ossidi-di-rame-anno-2018-2jpg.jpg?resize=768%2C1024&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/05/episodi-fittili-terraglia-bianca-impressa-e-ingobbiata-con-ossidi-di-rame-anno-2018-2jpg.jpg?resize=600%2C800&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" data-recalc-dims="1" /></a><p id="caption-attachment-3573" class="wp-caption-text">Eva Reguzzoni, Episodi fittili, 2018, terraglia bianca impressa e ingobbiata con ossidi di rame</p></div>
<p><strong>RESIDENZA E WORKSHOP DI EVA REGUZZONI – Anno 2018</strong><br />
<strong>a cura di Livia Savorelli per Associazione Culturale Arteam</strong></p>
<p><strong>Antico Giardino Laboratori di Prossimità presso Ostello “Le Stuoie”, Albissola Marina (SV)</strong><br />
<strong>Tutor: Giacomo Lusso e Carlo Sipsz</strong><br />
<strong>Operatrice: Claudia Calabria</strong></p>
<p><strong>Evento di presentazione: venerdì 31 maggio ore 18.00</strong></p>
<p><strong>Antico Giardino &#8211; Ostello &#8220;Le Stuoie&#8221; </strong><br />
<strong>Via Italia n. 49 (ingresso da Piazza Lam), Albissola Marina (SV)</strong></p>
<p><strong>Intervengono: </strong><br />
<strong>Marco Berbaldi, Presidente Fondazione Diocesana Comunità Servizi</strong><br />
<strong>Fabio Musso, Ostello “Le Stuoie”<br />
</strong><strong>Livia Savorelli, curatrice<br />
</strong><strong>Eva Reguzzoni, artista</strong></p>
<p><strong>Seguirà rinfresco</strong></p>
<h3><a href="http://www.arteam.eu/news/2019_05_reguzzoni/invito_reguzzoni.pdf" target="_blank" rel="noopener">SCARICA L&#8217;INVITO</a></h3>

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		<title>DIALOGHI DI SUPERFICIE.  Gianluca Patti &#124; Lucrezia Roda</title>
		<link>https://www.arteam.eu/eventi-mostre/dialoghi-di-superficie-%e2%80%a8-gianluca-patti-lucrezia-roda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[elena borneto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2019 14:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connexxion]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Civiero Art Gallery]]></category>
		<category><![CDATA[DIALOGHI DI SUPERFICIE]]></category>
		<category><![CDATA[Gianluca Patti]]></category>
		<category><![CDATA[Livia Savorelli]]></category>
		<category><![CDATA[Lucrezia Roda]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo del Parco]]></category>
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					<description><![CDATA[DIALOGHI DI SUPERFICIE  Gianluca Patti &#124; Lucrezia Roda a cura di Livia Savorelli Promossa da Associazione Culturale Arteam e Civiero Art Gallery con il Patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Diano Marina 13 aprile &#8211; 13 maggio 2019  Inaugurazione sabato 13 aprile alle ore 17 Palazzo del Parco &#124; Sala “R. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: center;"><strong>DIALOGHI DI SUPERFICIE </strong><br />
<strong>Gianluca Patti | Lucrezia Roda</strong></h3>
<p style="text-align: center;"><strong>a cura di Livia Savorelli</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Promossa da Associazione Culturale Arteam e Civiero Art Gallery<br />
con il Patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del </strong><strong>Comune di Diano Marina</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>13 aprile &#8211; 13 maggio 2019 </strong><br />
<strong>Inaugurazione sabato 13 aprile alle ore 17</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Palazzo del Parco | Sala “R. Falchi” </strong><br />
<strong>Corso Garibaldi 60, Diano Marina (IM)</strong></p>
<p>Cosa rappresenta la “superficie” nella sua comune definizione? Possiamo in prima battuta affermare che essa rappresenta un piano che delimita lo spazio interno (quello di un corpo) da quello esterno (rappresentato dall’ambiente).<br />
In questa sua importante funzione di limite ma, soprattutto, di involucro esterno e protettivo che custodisce e preserva l’intimità del corpo, si sviluppa la mostra <em>Dialoghi di Superficie</em> – nata da un’idea di Livia Savorelli, con il supporto condiviso dell’Associazione Culturale Arteam e della Civiero Art Gallery – che gioca, come dichiarato dal titolo, su dialoghi, sussurrati oppure palesemente esplicitati, che si sviluppano dall’interno per trovare nella superficie il modo più diretto per rivelarsi agli altri.<br />
Questo <em>jeu a deux</em> si sviluppa, dal 13 aprile al 13 maggio, nella <strong>Sala “R. Falchi”</strong> del <strong>Palazzo del Parco</strong> di <strong>Diano Marina</strong>, e mette in relazione le opere di due artisti, dalle poetiche e dalle modalità espressive apparentemente lontane: le stratificazioni bidimensionali di <strong>Gianluca Patti</strong>, realizzate con materiali industriali – declinate nei monocromi della serie <em>Frequencies</em> o nella duplice variante dei <em>Noise</em> e dei <em>Floating Noise</em>, opere caratterizzate da un elemento geometrico ricorrente – e le fotografie di Lucrezia Roda, scatti che immortalano il processo produttivo dell’acciaio (carpito con un’ossessione maniacale per il dettaglio), con modalità inedite che richiamano la tecnica dello still life (da qui il gioco di parole che dà il nome alla serie <em>Steel-Life</em>) e che danno vita, a loro volta, ad immagini dal forte impatto estetico, associate ad altre che, percorrendo una strada più introspettiva, indagano la materia “metallo” dall’interno [nel ciclo <em>About Metal (about me)</em>], arrivando a concepire mappature astratte tanto più rarefatte quanto l’occhio meccanico si insinuava con maggiore profondità nelle sue trame.<br />
In tutti i lavori in mostra, la superficie è la porta di ingresso principale di una complessa stratificazione di senso e di significato. Nelle modulazioni materiche di Patti, dove una ricorrente forma circolare crea armoniose e dinamiche texture (<em>Noise</em>) e nelle vibrazioni del colore originate dal “suono fluttuante” dei <em>Floating Noise</em>, si sedimentano memorie che, nell’atto creativo che alterna sovrapposizione e sottrazione, subiscono un inevitabile processo di trasformazione dato dal tempo che contribuisce a definire una nuova identità, suggellata dalla resina che ne diviene sua custode. Nelle opere fotografiche della Roda – sia nel dettaglio micro di un materiale inerme colto nella sua unicità sia nel funzionamento di un macchinario colto nell’apice della sua funzionalità – si susseguono immagini potenti, la cui forza espressiva è amplificata visivamente dal plexiglass che le ricopre, dove una matassa di filo arrugginito rivive in uno scatto dai toni glamour, un ordinato assemblaggio geometrico diviene architettura astratta, una fase industriale diviene scenario surreale ammantato di misterioso fascino.<br />
La superficie come ultimo strato della sedimentazione della memoria e quindi sua proiezione, tramite tra il corpo dell’immagine e lo spazio esterno della fruizione, diventa fondamentale trama del visuale, pelle, involucro attraverso cui si esprime la materialità tipica della cultura visiva contemporanea.</p>
<p><strong>GLI ARTISTI</strong></p>
<p><strong>Gianluca Patti</strong> (Monza 1977), dopo aver conseguito il diploma di Geometra, lavora per circa vent’anni nel settore della comunicazione e dell’editoria. Durante questi anni ha modo di approfondire la passione per l’arte cimentandosi, fin da subito, con la pittura e lo studio dell’arte contemporanea.<br />
Nel periodo 2008-2011 collabora a diverse disposizioni e alla realizzazione di scenografie in ambito pubblicitario.<br />
La sua attuale ricerca indaga l’importanza di materiali che ne hanno segnato il percorso formativo come prodotti cementizi, resine e pigmenti. Attraverso la classificazione di tali elementi, racconta il tempo e le storie non scritte che ad esso si accompagnano. Vive e lavora a Monza.</p>
<p><strong>Lucrezia Roda</strong>, classe 1992, è una giovane fotografa italiana nata e cresciuta ad Erba, nel comasco. Ha intrapreso studi classici, coltivando parallelamente il suo interesse verso il mondo della fotografia. Nel 2011 inizia la propria formazione fotografica presso l’Istituto Italiano di Fotografia a Milano. Nel 2015 decide di spostarsi dal buio delle sale di posa al buio delle sale teatrali: spinta dal proprio amore per il palcoscenico e per la vita dietro le quinte, si iscrive presso l’Accademia del Teatro alla Scala, specializzando le proprie competenze fotografiche nell’ambito teatrale. Lavora dal 2015 come fotografa di scena.<br />
Negli ultimi anni si avvicina al mondo della fotografia fine-art. Inaugura nel 2016 la sua prima mostra personale con la serie Steel-Life (tuttora in corso), una ricerca sul mondo del metallo come materia in trasformazione, che prosegue nel 2018 attraverso le lenti di un microscopio con About Metal (about me), progetto composto da video, testi ed immagini.</p>
<p><strong>DIALOGHI DI SUPERFICIE<br />
</strong><strong>Gianluca Patti | Lucrezia Roda</strong></p>
<p><strong>a cura di Livia Savorelli</strong></p>
<p><strong>Promossa da Associazione Culturale Arteam e Civiero Art Gallery<br />
</strong><strong>con il Patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Diano Marina</strong></p>
<p><strong>13 aprile &#8211; 13 maggio 2019<br />
</strong><strong>Inaugurazione sabato 13 aprile alle ore 17</strong></p>
<p><strong>Palazzo del Parco | Sala “R. Falchi”<br />
</strong><strong>Corso Garibaldi, 60 | Diano Marina (IM)</strong></p>
<p><strong>Orari: da martedì a sabato 10-12/16-19</strong></p>
<p><strong>Info: 371.3712776 | 320.0261297<br />
</strong><strong><a href="http://www.civieroartgallery.com" target="_blank" rel="noopener">www.civieroartgallery.com</a><br />
</strong><a href="mailto:civieroartgallery@gmail.com"><strong>civieroartgallery@gmail.com</strong></a></p>
<p><strong>SCARICA LE IMMAGINI: </strong><br />
<a href="http://www.arteam.eu/download/dialoghi_superficie/immagini.zip" target="_blank" rel="noopener"><strong>www.arteam.eu/download/dialoghi_superficie/immagini.zip</strong></a></p>
<p><strong>SCARICA L’INVITO: </strong><br />
<a href="http://www.arteam.eu/download/dialoghi_superficie/invito_dialoghi-superficie.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>www.arteam.eu/download/dialoghi_superficie/invito_dialoghi-superficie.pdf</strong></a></p>
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		<title>SPECCHIO41 ospita la personale di Ilaria Gasparroni intitolata &#8220;La Forma del Tempo&#8221;</title>
		<link>https://www.arteam.eu/eventi-mostre/specchio41-ospita-la-personale-di-ilaria-gasparroni-ntitolata-la-forma-del-tempo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[elena borneto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Feb 2019 17:01:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connexxion]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[arteam]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Gasparroni]]></category>
		<category><![CDATA[Manuel Gardina]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Galbiati]]></category>
		<category><![CDATA[SPECCHIO41]]></category>
		<category><![CDATA[Zen.Zero]]></category>
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					<description><![CDATA[ILARIA GASPARRONI. LA FORMA DEL TEMPO a cura di PIETRO BAZZOLI in collaborazione con Associazione Culturale ARTEAM con la supervisione di MATTEO GALBIATI 7 marzo &#8211; 14 aprile 2019 inaugurazione giovedì 7 marzo 2019 ore 18.30 COMUNICATO STAMPA A partire dal 7 marzo 2019, SPECCHIO41 di Brescia ospita la personale di Ilaria Gasparroni (1989) che, intitolata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">ILARIA GASPARRONI. LA FORMA DEL TEMPO</h2>
<p style="text-align: center;"><strong>a cura di PIETRO BAZZOLI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>in collaborazione con Associazione Culturale ARTEAM</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>con la supervisione di MATTEO GALBIATI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>7 marzo &#8211; 14 aprile 2019</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>inaugurazione giovedì 7 marzo 2019 ore 18.30</strong></p>
<h3 style="text-align: center;">COMUNICATO STAMPA</h3>
<p>A partire dal 7 marzo 2019, <strong>SPECCHIO41</strong> di Brescia ospita la personale di <strong>Ilaria Gasparroni</strong> (1989) che, intitolata <em><strong>La Forma del Tempo</strong></em>, è a cura di Pietro Bazzoli ed è realizzata in collaborazione con l&#8217;<strong>Associazione Culturale Arteam</strong> di Albissola Marina (SV) e con la supervisione di <strong>Matteo Galbiati</strong>.<br />
L&#8217;esposizione presenta una decina di sculture che ripercorrono la ricerca dall&#8217;artista abruzzese partendo dagli anni accademici per arrivare all&#8217;ultimo ciclo di opere.</p>
<p><em>&#8220;Siamo felici di poter ospitare un&#8217;artista come Ilaria Gasparroni nel nostro studio –</em> hanno dichiarato Manuel Gardina e Zen.Zero, titolari di SPECCHIO41 <em>– È giovane, talentuosa e con cui può nascere un dialogo profondo tra quanto esprime la poetica dei suoi lavori e la filosofia dello spazio stesso. Questa prima collaborazione segue proprio quell&#8217;orientamento di scambio e confronto con cui vogliamo identificare il nostro spazio.&#8221;</em></p>
<div id="attachment_3488" style="width: 677px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Sulle-spine22-201718-Ilaria-Gasparroni-2-.jpg?ssl=1"><img aria-describedby="caption-attachment-3488" loading="lazy" class="size-full wp-image-3488" src="https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Sulle-spine22-201718-Ilaria-Gasparroni-2-.jpg?resize=667%2C1000&#038;ssl=1" alt="" width="667" height="1000" srcset="https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Sulle-spine22-201718-Ilaria-Gasparroni-2-.jpg?w=667&amp;ssl=1 667w, https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Sulle-spine22-201718-Ilaria-Gasparroni-2-.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Sulle-spine22-201718-Ilaria-Gasparroni-2-.jpg?resize=600%2C900&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 667px) 100vw, 667px" data-recalc-dims="1" /></a><p id="caption-attachment-3488" class="wp-caption-text">Ilaria Gasparroni, &#8220;Sulle spine&#8221;, 2017/18</p></div>
<p><strong>LA MOSTRA</strong></p>
<p>I lavori di Ilaria Gasparroni prendono vita da una profonda riflessione sul tempo, vissuto come un elemento fluido catturato nel marmo. È proprio quest&#8217;ultimo, infatti, il medium utilizzato per fissare particolari, dettagli e sfaccettature che interessano l&#8217;artista.<br />
Sin dalle prime opere, che hanno visto la luce in un contesto prettamente accademico, il marmo è eletto a strumento perfetto per imprimere in maniera indelebile in un dettaglio di attenta osservazione anatomica un racconto che si pronuncia attraverso la materia. Ecco che il marmo si fa carne, assumendo sfumature che si caricano di forma e intensità, di delicatezza e leggerezza estreme, con le quali, oltre alla &#8220;lotta&#8221; per plasmare la materia in forma nuova, si stabilisce una viva sintesi estetica, resa ancor più penetrante dall&#8217;attenzione ai particolari e dal peculiare approccio poetico proprio dell&#8217;artista.<br />
Ilaria Gasparroni si muove tra un classicismo di michelangiolesca evocazione e una sensibilità individuale e connotante, tale da riattualizzare in modo consapevole aspetti ormai lungamente canonizzati e al contempo di intonarne una nuova contemporaneità. La bellezza traspare immediatamente dalle sue opere: gli studi sulle forme, sull&#8217;anatomia nella sua completezza, nella citazione dell&#8217;oggetto o del sentimento, vivono negli &#8220;spaccati&#8221; delle sue culture, portandole oltre il tempo e la storia.<br />
Il tema dell&#8217;interezza diventa subalterno a quello del particolare &#8220;interessante&#8221; o &#8220;degno di nota&#8221;; il soggetto, a questo punto, accentua la propria connotazione e viene percepito come maggiormente denso di significati per la più forte concentrazione di senso, dettata da una sua sola parte. Sono proprio questi significati, legati a filo doppio alla profonda riflessione sul tempo e il suo trascorrere, a pervadere costantemente le opere di Gasparroni.<br />
Una mano, un orecchio, un volto, un paio di labbra rivestono per l&#8217;artista un ruolo fondamentale: &#8220;rubati&#8221; al loro possessore, sono restituiti con il marmo in una forma che ne conserverà in modo indelebile la presente – e passata – bellezza.<br />
Si giunge così agli ultimi lavori, nuova fonte di stimoli, dove, alla figura parcellizzata dell&#8217;essere umano, subentra un altro elemento: la carta. Questa volta il marmo si fa carta, attraverso un processo che intende sottolinare l&#8217;importanza di elementi semplici, seppure lungamente ignorati. Lavorando la pietra sino a renderla sottile come un foglio, Gasparroni riqualifica, nel loro insieme, gli aspetti scontati, ignorati di memorie trasmesse in un oggetto inanimato, pur carico di tensione mnemonica con le sue pieghe, cicatrici, che riconducono a ricordi, storie, messaggi,&#8230; e quindi alla vita. Un oggetto semplice che possiede, dunque, un vissuto ampio e sempre nuovamente possibile.<br />
Quel foglio di carta comune, abbandonato ai piedi di una scrivania posta in una stanza immaginaria, è raccolto dall&#8217;artista che, in tal modo, lo salva dall&#8217;oblio e lo rende, trascritto nel marmo, ricordo e segno tangibile di uno spazio sospeso tra presente, passato e futuro.</p>
<div id="attachment_3489" style="width: 1010px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Possesso-e-protezione22-2017-Ilaria-Gasparroni-2.jpg?ssl=1"><img aria-describedby="caption-attachment-3489" loading="lazy" class="size-full wp-image-3489" src="https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Possesso-e-protezione22-2017-Ilaria-Gasparroni-2.jpg?resize=720%2C480&#038;ssl=1" alt="" width="720" height="480" srcset="https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Possesso-e-protezione22-2017-Ilaria-Gasparroni-2.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Possesso-e-protezione22-2017-Ilaria-Gasparroni-2.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Possesso-e-protezione22-2017-Ilaria-Gasparroni-2.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Possesso-e-protezione22-2017-Ilaria-Gasparroni-2.jpg?resize=272%2C182&amp;ssl=1 272w, https://i0.wp.com/www.arteam.eu/wp/wp-content/uploads/2019/02/22Possesso-e-protezione22-2017-Ilaria-Gasparroni-2.jpg?resize=600%2C400&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" data-recalc-dims="1" /></a><p id="caption-attachment-3489" class="wp-caption-text">Ilaria Gasparroni, &#8220;Possesso e protezione&#8221;, 2017</p></div>
<p><strong>BIOGRAFIA</strong></p>
<p>Nasce a Sant’Omero (TE) nel 1989.<br />
Inizia la sua formazione artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino (PU) in Tecniche del Marmo e delle Pietre Dure dal 2009 al 2014, laureandosi col massimo dei voti. Vive e lavora ad Alba Adriatica (TE) dove ha un laboratorio/studio di scultura e attualmente collabora con diversi privati e con un’azienda di lavorazione dei marmi e delle pietre presso Ascoli Piceno (AP).<br />
Il lavoro di questa artista si articola attraverso un’ampia gamma di linguaggi che hanno come ispirazione la letteratura, la filosofia, la natura e la geometria.<br />
L’uomo e il suo quotidiano sono motivi di particolare attenzione dai quali l’artista trae spunto per affrontare le diverse tematiche che toccano la storia presente come quella passata, mettendo così in relazione individui, luoghi e narrazioni.</p>
<p><strong>ILARIA GASPARRONI. LA FORMA DEL TEMPO</strong><br />
<strong>a cura di PIETRO BAZZOLI</strong></p>
<p><strong>in collaborazione con Associazione Culturale ARTEAM</strong></p>
<p><strong>con la supervisione di MATTEO GALBIATI</strong></p>
<p><strong>7 marzo &#8211; 14 aprile 2019</strong><br />
<strong>Inaugurazione: giovedì 7 marzo 2019 ore 18.30</strong></p>
<p><strong>SPECCHIO41</strong><br />
<strong>via Elia Capriolo 41A, Brescia</strong></p>
<p><strong>aperture su appuntamento</strong></p>
<p><strong>Info:</strong><br />
<strong>+39 3314178275</strong><br />
<a href="mailto:41specchio@gmail.com"><strong>41specchio@gmail.com</strong></a></p>
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		<title>Connexxion, il Sistema Arteam per l&#8217;arte contemporanea</title>
		<link>https://www.arteam.eu/connexxion/connexxion-il-sistema-arteam-per-larte-contemporanea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[elena borneto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Feb 2019 16:31:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Connexxion]]></category>
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					<description><![CDATA[Qual è l&#8217;anima del progetto CONNEXXION? Dare un sistema all’arte contemporanea in Italia. Obiettivo ambizioso? Decisamente sì&#8230; come tutti quelli che Arteam si è data nel corso dei suoi quasi vent&#8217;anni di attività e che l&#8217;hanno resa tra le più affermate e conosciute associazioni culturali in Italia: la creazione e lo sviluppo di Espoarte, una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qual è l&#8217;anima del progetto <b>CONNEXXION</b>?<br />
Dare un sistema all’arte contemporanea in Italia. Obiettivo ambizioso? Decisamente sì&#8230; come tutti quelli che <b>Arteam</b> si è data nel corso dei suoi quasi vent&#8217;anni di attività e che l&#8217;hanno resa tra le più affermate e conosciute associazioni culturali in Italia: la creazione e lo sviluppo di <b>Espoarte</b>, una delle riviste di settore più apprezzate da pubblico e critica, la creazione di un premio di Arte Comporanea, l&#8217;<b>Arteam Cup</b> che in quattro edizioni ha conquistato per le sue finalità e dinamiche (ricerca di talenti, riportare alla ribalta artisti &#8220;messi da parte&#8221; dal mercato, tessere rapporti tra i vari operatori del sistema, far dialogare il mondo artistico con quello produttivo dell&#8217;impresa).<br />
Dopo tanto lavoro svolto per gli artisti e con gli artisti, abbiamo deciso di intraprendere un progetto enorme, folle. Quello di contribuire a delineare una “nuova proposta” di sistema. Un&#8217;alternativa, basata su dialogo e condivisione, che permetta ai migliori talenti italiani, individuati su base territoriale, di crescere professionalmente e di sviluppare importanti esperienze espositive, senza prescindere dal confronto con operatori, galleristi, critici, curatori e altri artisti.<br />
Ma non solo. Connexxion, infatti, delinea un ingresso personalizzato ovvero &#8220;a misura di artista&#8221;, che tiene conto della storia dell&#8217;artista stesso, delle sue attitudini ed inclinazioni, della sua ricerca. Un crescere, un progredire, un ridefinire una nuova storia, anche grazie ai rapporti che Arteam intesserà con aziende e imprenditori che credono nel valore della cultura e dell’arte.<br />
Arteam, con il progetto Connexxion, si configura anche come costruttore di collezioni e collezionisti. Un nuovo gruppo di collezionisti, collocabili anagraficamente come Under 50, creato portando l’Arte nell’azienda, valorizzando l’importanza della progettualità e trasmettendo quando sia fonte di crescita sociale rivedere il proprio messaggio aziendale con le lenti dell’artista.<br />
Arteam si propone, inoltre, come interlocutore privilegiato per la ridefinizione di giusti parametri entro i quali stabilire le quotazioni delle opere, basandole su tutta una serie di criteri definiti oggettivamente, riverificati costantemente per operare i successivi aggiornamenti della quotazione stessa.</p>
<p>La parola chiave è <strong>CONNESSIONE</strong>, a più livelli, per superare lo stallo di un sistema che ha smesso di comunicare e di condividere passioni ed energie.</p>
<p>Da oggi potrai seguire tutti i nostri progetti CONNEXXION sul nostro sito web, all&#8217;indirizzo <a href="https://www.arteam.eu/category/connexxion/"><strong>https://www.arteam.eu/category/connexxion/</strong></a>, e sui social con l&#8217;hashtag <strong>#connexxion</strong>.</p>
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		<title>Evita Andújar e Ilaria Gasparroni saranno presentate dallo Studio Rossetti alla 15a edizione di ArteGenova</title>
		<link>https://www.arteam.eu/eventi-mostre/evita-andujar-e-ilaria-gasparroni-saranno-presentate-dallo-studio-rossetti-alla-15a-edizione-di-artegenova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[elena borneto]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 16:46:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Connexxion]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Arteam è lieta di annunciare la collaborazione con lo Studio Rossetti di Genova. Due artiste proposte da Arteam &#8211; Evita Andújar e Ilaria Gasparroni &#8211; saranno presentate dallo Studio Rossetti alla 15a edizione di ArteGenova &#8211; mostra mercato d’arte moderna e contemporanea che si terrà presso la Fiera di Genova dal 15 al 18 Febbraio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Arteam è lieta di annunciare la collaborazione con lo <strong>Studio Rossetti</strong> di Genova. Due artiste proposte da Arteam &#8211; <strong>Evita Andú</strong><strong>jar</strong> e <strong>Ilaria Gasparroni</strong> &#8211; saranno presentate dallo Studio Rossetti alla 15a edizione di <strong>ArteGenova </strong>&#8211; mostra mercato d’arte moderna e contemporanea che si terrà presso la Fiera di Genova dal 15 al 18 Febbraio 2019.</p>
<p align="justify">Venite allo <strong>Stand n. 5 Pad. B </strong>a vedere i lavori selezionati dallo Studio Rossetti delle due proposte Arteam e quelli degli artisti della galleria: Paolo Ceribelli, Michela Crisostomi, Julian T., Elias Naman, Tom Porta, Andrea Savazzi e Roberta Ubaldi.</p>
<p>Scarica l&#8217;invito alla vernice di giovedì 14 febbraio e gli ingressi per i giorni successivi:</p>
<p class="p1"><a href="https://www.arteam.eu/news/2019_02_rossetti/ArteGenova2019.zip"><strong><span class="s1">www.arteam.eu/news/2019_02_rossetti/ArteGenova2019.zip</span></strong></a></p>
<p>Nelle foto:</p>
<p><strong>Evita Andújar</strong>, “Stolen Selfie 6” o “Eterno Cadeau”, 2018, acrilico su tela, cm 90&#215;80.<br />
<strong>Ilaria Gasparroni</strong>, “Il bacio”, 2018, marmo Calacatta macchia oro (Carrara), legno di Noce analetto e dattagli in colore rosso.</p>
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