ALBISSOLA MARINA (SV) | Centro Esposizioni MuDA | 7 novembre 2026 – 6 gennaio 2027
La mostra Trasfigurazione del ricordo – a cura di Matteo Galbiati e Livia Savorelli – riunisce, per la prima volta in un progetto unitario specifico, le ricerche artistiche di Monica Carrera, Francesco Fossati e Massimo Levati che si rispecchiano in un percorso che indaga la memoria come materia viva, mutevole e in continua trasformazione. Attraverso linguaggi e sensibilità differenti, le loro opere evocano tracce del passato; sono impronte da seguire per ritrovare un senso diverso della riflessione sul tempo, la materia e l’immagine; sono frammenti di esperienze e visioni interiori che riaffiorano nel presente, assumendo nuove forme e tessendo le trame di altri significati.
Gli artisti sono stati selezionati dalla giuria della X edizione di Arteam Cup, premio d’arte contemporanea organizzato da Arteam – associazione culturale che da oltre venticinque anni opera nel mondo dell’arte e della cultura, con sede ad Albissola Marina (SV) – quali superfinalisti della kermesse, che ha visto decretare quale vincitrice assoluta Monica Carrera. La mostra premio concessa dal Comune di Albissola Marina – con il Patrocinio e il contributo del Comune – negli spazi del Centro Esposizioni MuDA, oggetto di una recente ristrutturazione, coglie ed indaga affinità poetiche, tangenze, connessioni stiliste e tematiche.

Monica Carrera, A mano a mano, 2025, sette tavolette di marmi incise (marmo Crema Delicato, Azul Celeste, Rosa Perlino, Giallo Reale, Travertino Turco, Verde Guatemala, Nero Marquinia), installazione, dimensioni variabili: 50×20 cm circa
Monica Carrera sviluppa da anni una ricerca in cui intreccia fotografia, collage e installazione, trasformando immagini e oggetti – come saponette, stoffe, pagine di diario, ricami, etc… – in strumenti di indagine della dimensione umana. Attraverso accostamenti, tagli e sovrapposizioni, le sue opere superano la semplice rappresentazione per dare forma a narrazioni aperte, in cui esperienze individuali e questioni collettive si incontrano. La memoria, lo sguardo e la percezione del mondo diventano per lei occasioni per interrogare il presente e riscoprire significati inattesi anche nelle immagini e negli oggetti più quotidiani. Nella ricerca di Francesco Fossati, la materia naturale custodisce tracce e trasformazioni di processi che avvengono senza un possibile controllo. Gli elementi vegetali poi, con le loro forme e impronte, si sottraggono alla dimensione meramente organica per acquisire, in questo modo, una nuova presenza visiva. Le sue opere sono luoghi di transizione, in cui il tempo lascia segni e la natura rivela una memoria ormai silenziosa benché potenzialmente ancora attiva. Dalle piante, dai funghi e dalle loro essenze e impronte segniche, l’artista lascia emergere una riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente, tra permanenza e mutamento, dove ciò che scompare continua a vivere e valere attraverso le tracce che lascia.
È la carta il materiale essenziale del paziente lavoro di Massimo Levati: questa, però, perde la sua funzione di semplice supporto per la scrittura o per la definizione di immagini disegnate o dipinte, per diventare essa stessa materia viva, fragile e vulnerabile. Attraverso tagli, incisioni, perforazioni e intrecci tutti eseguiti con un certosino intervento manuale, l’artista trasforma la superficie in una trama di ferite e tensioni, evocando, per metafore, la complessità del corpo e dell’esperienza umana o di quello che lo circonda. Il gesto, preciso e paziente, dà forma a una dimensione in cui dolore, fragilità e resistenza si fondono. Le opere si muovono tra astrazione e richiami organici, rivelando una bellezza che volutamente rimane ambigua, sospesa tra desiderio di delicatezza e tensione all’inquietudine. Anche in questo caso la materia diventa così luogo di memorie trasfigurate, capaci di custodire le tracce invisibili della sofferenza e delle trasformazioni che comporta.
Il ricordo si rivela così nelle loro pratiche non come una testimonianza immutabile, ma come un processo poetico e soggettivo, in cui percezione, immaginazione e tempo si intrecciano, dando origine a quelle nuove possibilità per ogni visione di affiorare davanti al nostro sguardo per sollecitare la nostra sensibilità in un costante processo trasfigurante e rigenerativo.
TRASFIGURAZIONE DEL RICORDO
CARRERA | FOSSATI | LEVATI
un progetto di Arteam Associazione Culturale
a cura di Matteo Galbiati e Livia Savorelli
con il Patrocinio e il contributo del Comune di Albissola Marina
7 novembre 2026 – 6 gennaio 2027
Inaugurazione sabato 7 novembre alle ore 16.00
Centro Esposizioni MuDA
Via dell’Oratorio 2, Albissola Marina (SV)
Orari: da martedì a domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18
Chiuso: 25 e 26 dicembre, 1 gennaio
Info: +39 019 4002110
cultura@comune.albissolamarina.sv.it
www.museodiffusoalbisola.it
info@arteam.eu
www.arteam.eu
GLI ARTISTI
MONICA CARRERA
Monica Carrera nasce a Orzinuovi nel 1979. Vive e lavora a Brescia. Accanto a mostre personali e collettive, sviluppa il progetto di residenza Case Sparse e fonda il centro culturale Carme. Definisce il suo linguaggio un concettualismo caldo, che di questo mantiene il rigore e la serialità ma con finalità intima e narrativa. Lavora prevalentemente con la fotografia che spesso trasforma in installazioni ambientate. L’obiettivo è di esplorarne l’ibridazione con altri linguaggi. Si esprime anche attraverso l’installazione, la scultura e il video. Le sue opere sono state esposte in gallerie private ed istituzioni pubbliche in Italia e all’estero.
Recente la personale “Le antenne di Tangeri guardano il mare” presso Bunkervik (Brescia) e la partecipazione alla mostra collettiva “Gesto Zero” (Brescia-Bergamo-Cremona). Nel 2023 partecipa a “Liquida Photofestival” promosso da Paratissima, a Torino. Nel 2025 è di nuovo a Torino con le mostre” Love is in the Hair” e “Wish List”.
FRANCESCO FOSSATI
Francesco Fossati è artista visivo e forager di piante selvatiche, nasce a Carate Brianza nel 1985, vive e lavora a Lissone. La sua ricerca ha come focus il rispetto della natura e la sostenibilità ambientale, realizza opere con il minore impatto possibile, ha prodotto pigmenti e colori a olio con sostanze naturali e utilizzato pratiche di coinvolgimento sociale e manovalanze locali per la realizzazione di opere di arte pubblica. Negli anni ha dato vita a un’artoteca ecostenibile presso il Porto Museo di Tricase (LE), ha partecipato alla mostra Solstice curata dall’artista americana Judy Chicago alla Turner Carrol Gallery di Santa Fe (NM) all’interno del più ampio progetto Create Art for Earth lanciato assieme a Hans Ulrich Obrist. Ha sostenuto la transizione dell’Institute of Contemporary Art di Los Angeles per diventare il primo museo interamente alimentato da energia solare e nel 2020 ha iniziato una sperimentazione condivisa (con più di 80 artisti di diverse generazioni) di colori a olio naturali di sua produzione.
MASSIMO LEVATI
Massimo Levati è nato nel 1977 in provincia di Milano, vive e lavora a Toscolano Maderno (BS), sul lago di Garda. Sin da giovanissimo, si è dedicato al disegno e alla pittura da autodidatta, rifiutando qualsiasi percorso accademico, sperimentando materiali diversi nella piccola officina meccanica del padre. Dal 2014 ha iniziato a sperimentare la carta utilizzandola presto come principale medium espressivo. Il suo lavoro è un’operazione chirurgica, la carta viene scolpita, forata, strappata e tagliata con punte e lame di vario genere, completamente a mano.
Le sue opere, talvolta rappresentazioni di studi fisiologici degli organismi, talaltra restituzione di immagini oniriche, passano da soggetti riconoscibili a forme aniconiche. La sua poetica riflette il disagio della malattia, il dolore della ferita, la condizione universale di smarrimento e sofferenza nei piani controversi dell’esistenza. Dopo anni di lavoro in solitudine ha iniziato nel 2014 a presentare il suo lavoro al pubblico.
MuDA
Il Centro Esposizioni MuDA, inaugurato nella primavera 2014 in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Asger Jorn, è uno spazio multifunzionale che include galleria pubblica d’arte, biblioteca e sala conferenze.
Nel maggio 2026 il Centro Esposizioni del MuDA – Museo Diffuso Albisola inaugura un nuovo display museografico firmato dallo studio Gianluca Peluffo & Partners, con il suggestivo Ambiente ovale per Lucio Fontana – tributo all’incontro tra Lucio Fontana e Carlo Scarpa in occasione della XXXIII Biennale d’Arte di Venezia del 1966 – che custodisce e valorizza le opere dell’artista facenti parte della Collezione civica del Comune di Albissola Marina: la Dama Bianca e quattro dei cinque pannelli a rilievo realizzati nel 1949 su invito dell’architetto Giò Ponti per la galleria di prima classe della nave transatlantico Conte Grande.


