Errika Pontevichi. Intervista

Per cominciare, ci racconti come e quando è iniziato il tuo percorso artistico?

Il mio percorso artistico si può dire​ che abbia avuto inizio in giovanissima età passando attraverso le varie scuole di formazione, come il Liceo Artistico e l’Accademia.

In che modo e da che cosa trovi ispirazione per realizzare le tue opere?
Non so, credo che ogni volta cambi. Trovo ispirazione in ogni cosa che colpisca la mia sensibilità e scaturisca in me il desiderio di diventare quella cosa, quella sensazione, quel colore, quel pensiero. Attraverso la pittura divento quella cosa e mi arricchisce.

Quali sono i generi e i modi espressivi che prediligi?
La pittura e il disegno. Dopo un periodo d’intenso lavoro sul colore, sto ritrovando il piacere del figurativo, della leggerezza nella linea e nella pennellata.

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere al pubblico tramite le tue opere?
Si sa che quando si parla, molto spesso, si parla a se stessi. Pertanto vorrei darmi la possibilità di ampliare la mia sensibilità oltrepassando gli aridi confini dell’apparente realtà. Ricontattare quella parte profonda che mi rende libera da quelle gabbie invisibili fatte di costruzioni inutili e dannose. Se questo desiderio contaminasse anche altre persone ne sarei molto felice!!

Come ti poni nei confronti dell’arte del passato e ci sono artisti che hanno ispirato la tua produzione artistica?
Ho molto da imparare, cerco sempre di approfondire la mia conoscenza. Guardo gli artisti del passato con grande ammirazione e mi aiutano moltissimo nel mio lavoro. Ultimamente mi sono soffermata molto su Pontormo, Lotto, Ingres e Hayes.

Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea del nostro Paese e in che modo ritieni che un artista possa emergere?
Diciamo che non aiuta gli artisti, soprattutto quelli giovani. Come possa emergere un artista? Non c’è nessuna certezza a riguardo. Ognuno si crea il proprio percorso in base alle sue attitudini. Per me il primo passo è credere nel mio lavoro e, grazie alle difficoltà, riuscire ad addentrarmi in modo più profondo in esso, migliorandolo​. Questo porta al secondo passo che è quello di lavorare costantemente e seriamente. Poi c’è una serie di passi che riguarda il relazionarmi con gli altri, partecipare a concorsi, residenze, conoscere altri artisti e galleristi. Una volta amalgamato tutto con tanta pazienza e gentilezza, verso gli altri, ma soprattutto verso se stessi, penso che questo possa aiutare nell’emergere.

A cosa stai lavorando ora e quali sono i tuoi progetti futuri?
Ora mi sto dedicando al volto e alla figura, per poter continuare il lungo percorso dell’artista emergente.

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